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Bulgaria on the road: itinerario di 7 giorni tra città, mare, storia e cultura

05 Agosto 20171363

Itinerario del nostro viaggio on the road

Ingrandisci la mappa ed esplora tutte le mete che abbiamo visitato!

Giorno 1

Partiamo in mattinata presto da Bergamo Orio al Serio con la compagnia aerea Wizz air e, dopo un volo tranquillo di circa 1 ora e 30 minuti, giungiamo al terminal 1 di Sofia.
Prendendo la navetta gratuita che porta direttamente al terminal 2, si può prendere la metro che in circa 20 minuti porta in centro città (fermata Serdika, proprio sotto la statua di Santa Sofia).
Abbiamo dedicato alla visita di Sofia solo mezza giornata, ma si è rivelata sufficiente per poter vedere i punti di maggior interesse, quali:
- Mercato delle donne
- Mercato coperto
- la Sinagoga sefardita più grande d'Europa
- le terme municipali
- la Moschea Banya Bashi
- i resti dell'antica Serdica e la chiesetta di Sveta Petka Samardjiyska
- la statua di Santa Sofia
- il Palazzo Reale, sede del Museo etnografico e della galleria d'arte nazionale (noi non li abbiamo visitati, ma ne vale sicuramente la pena).
- la Chiesetta russa di Sveti Nikolai
- la Chiesa di Sveta Sofia
- la Cattedrale di Aleksander Nevski
- il teatro nazionale Ivan Vazov
- il Palazzo presidenziale (se ne siete interessati, nel cortile adiacente vi è il cambio della guardia ogni ora)
- la Rotonda di Sveti Georgi
- la Cattedrale di Sveta Nedelya

A Sofia ho dedicato un articolo intero, dove potete leggere consigli più approfonditi. Clicca qui per vedere l'itinerario completo!

Giorno 2

Abbiamo noleggiato un'auto con l'agenzia Naycar (clicca qui per leggere la nostra esperienza di noleggio auto in Bulgaria), una Renault Megane automatica 1.6.

E poi, via, verso la nostra destinazione marittima: la bellissima Sozopol!
L'autostrada è ben fatta e pulita, le 4 ore trascorse in auto sono state tutt'altro che un peso: questo tratto di autostrada è un susseguirsi di campi, distese infinite di girasoli, paesini tradizionali.

Ciò di cui si può godere viaggiando on the road non è paragonabile ad un breve viaggio aereo (la costa è raggiungibile anche con un breve volo di 50 minuti con la compagnia aerea Bulgarian air e si atterra nei pressi di Burgas).

Abbiamo scelto di soggiornare a Sozopol perché si rivelava un ottimo punto di partenza per visitare tutta la costa sud del Paese in meno di 1 ora e per non essere troppo lontano dall'imbocco dell'autostrada per il viaggio di ritorno.
Abbiamo volutamente scelto la costa sud perché nettamente meno conosciuta di quella nord e lontano dal turismo di massa internazionale tipico di Varna o Sunny Beach (anche se ho sentito dire che, in quanto a belle spiagge,vincono quest'ultime).


Sozopol è la città più antica della costa bulgara del Mar Nero, erede dell'Apollonia pontica.
Nel suo centro storico si possono ammirare le tipiche casette in legno ed una piacevole ed autentica atmosfera.
In estate è piuttosta affollata, ma, nonostante ciò, Sozopol mantiene il suo stile originale e tradizionale.

Si rivela una buona scelta se, come noi, non volete alloggiare in una località costruita appositamente per turisti, ma conciliare in modo equilibrato relax, storia e cultura, senza tralasciare la comodità di alloggiare in una località perfetta per visitare l'estremo sud della Bulgaria.


Noi abbiamo alloggiato presso l' Hotel Alfa Vita, un hotel a conduzione famigliare che si trova a metà strada tra la città vecchia e quella nuova. Noi ci siamo trovati benissimo, cibo ottimo ed una stanza con una vista mare a dir poco mozzafiato!

Tutto ciò al prezzo irrisorio di 123 euro a testa, colazione inclusa, 6 notti.
La nostra prima giornata a Sozopol l'abbiamo dedicata alla spiaggia cittadina a mezzaluna, parecchio affollata, ma dal mare limpido.
Noi abbiamo quasi sempre mangiato al ristorante del nostro hotel, perché il cibo era buonissimo e parecchio economico (difficile spendere più di 10 euro a testa, con vino, primo o secondo e dessert).

Giorno 3

La terza giornata l'abbiamo dedicata all'estremo sud della Bulgaria, più precisamente a Rezovo, località situata al confine con la Turchia.

Ho una strana ossessione per i confini, quindi non potevamo non metterci piede!
Il confine non è attraversabile in nessun modo, ma potrete fare una foto alla bandiera turca e, specialmente, vi troverete nel punto più a sud-est dell'Europa! Se come me siete fissati con confini e bandiere, sarà sicuramente emozionante!

Qualche km prima di arrivare a Rezovo, troverete un blocco di polizia, con noi sono stati molto gentili appena hanno capito che eravamo turisti. A prima vista potrebbe venire un po' di ansia, ma tranquilli, è tutto normale. Al nostro ritorno hanno controllato brevemente la macchina, ma siamo passati senza problemi.
A Rezovo potreste trovare dei militari, anche questo è totalmente normale, non hanno niente da dire a chi si avvicina al confine per delle semplici fotografie.


Per il resto, questo piccolo paesino conserva un'atmosfera tradizionale, si ha l'impressione di essere in un'altra epoca. La vita scorre lenta e tranquilla, le case sono ancora molto vecchie, le strade non del tutto asfaltate. Se amate i luoghi poco battuti dal turismo, Rezovo è uno dei tanti paesini sperduti che potrebbero fare al caso vostro!

Dopo aver esplorato Rezovo abbiamo deciso di recarci alla spiaggia di Sinemorets, penso che le foto parlino da sole:

Il tempo non era bellissimo, ma per la bellezza delle spiaggia mi aspettavo molta più gente! Ma è proprio vero che il sud è ancora sconosciuto alla maggior parte dei turisti internazionali, la maggior parte dei bagnanti era del posto o comunque veniva da altre parti della Bulgaria.

Ci sono due modi per raggiungere la spiaggia: imboccare la stradina sterrata poco prima di arrivare al villaggio di Sinemorets, oppure scendere a piedi direttamente dal paese.
In paese troverete qualche ristorante, ma non aspettatevi che parlino inglese! Ovviamente, nonostante ciò, il cibo è buonissimo, sopratutto le specialità di carne!

Al pomeriggio abbiamo invece optato per un cambio di rotta, o meglio, per una rotta istintiva.
Abbiamo aperto la cartina di Google Maps, cercato a caso un paesino nell'entroterra, e via, alla scoperta dell'ignoto.
Uscire dalle strade conosciute, percorrerne di nuove, lasciarsi trasportare dal nostro istinto ci ha portato al regalo più bello: conoscere ''in punta di piedi'' paesini in cui sicuramente quasi nessuno straniero è stato, osservare lo scorrere della vita dei bulgari, quelli veri, quelli autentici, quelli che fanno della Bulgaria un luogo magico.

È stata un'emozione vedere gli anziani giocare a carte fuori da qualche bar di paese malandato, ragazzini correre per strada, anziane signore che coltivano l'orto ancora vestite con i vestiti tipici, operai che costruiscono tetti e strade. Per me è stato un privilegio vedere tutto ciò con i miei occhi, anche se lo so, infondo non ho visto niente di speciale, ma è proprio dal normale che traggo gli insegnamenti più veri.
Non è di certo stando a Sunny Beach che si può capire come vive un bulgaro medio, la sua quotidianità, la sua normalità.

L'istinto ci ha portato nei paesini di Velika, Fazanovo e Pismenovo, la sensazione era quella di essere stati catapultati in un'altra epoca, mi sembrava di essere in uno dei racconti di mia nonna, quando il lavoro nei campi la faceva ancora da padrone.

Giorno 4

Il quarto giorno abbiamo optato un'altra volta per il nostro istinto e ci siamo buttati alla scoperta di altri piccoli villaggi nell'entroterra. Questa volta è toccato ai paesini di Yasna Polyana, Veselie e Rosen.

Mi sono innamorata così tanto di questi villaggi, che ho deciso di mostrarveli e parlarvene in un'altro post.

In seguito, complice il tempo ballerino, abbiamo deciso di spostarci a nord, per visitare la cittadina patrimonio dell'Unesco, Nesebar.
Se arrivate in macchina seguite le indicazioni ''disegnate'' per strada, vi porteranno dritti a diversi parcheggi vicino al centro storico e a prezzi abbastanza contenuti (noi abbiamo pagato 8 lev per 5 ore, circa 4 euro).

Dopo aver visitato villaggi sperduti, a Nesebar siamo stati di nuovo catapultati in mezzo al turismo di massa, rendendoci ancora più felici di non aver scelto una delle località più famose per la scelta del nostro alloggio.

Nesebăr è ricca di chiese e di numerose rovine di grande importanza archeologica, testimoni delle diverse epoche storiche della città. Da ex colonia greca passata sotto dominio romano, a roccaforte dell'impero bizantino, conquistata dall’impero Ottomano nel XV secolo ed infine liberata dal giogo ottomano fino a che, nel 1886, entrò a far parte del Principato di Bulgaria.
Le casette di legno nello stile della Rumelia arricchiscono l'enorme patrimonio architettonico di questa città, motivo che ha spinto l’Unesco a dichiarare la città vecchia di Nesebăr ' 'Patrimonio Mondiale dell’Umanità''.
Vale una visita anche il museo etnografico della cittadina, attraverso il quale capirete meglio il passato di Nesebar.

Giorno 5

Giornata di mare. Volevamo passare la mattinata nella spiaggia di Tsarevo, ma quando l'abbiamo raggiunta abbiamo immediatamente cambiato idea. Abbiamo trovato una spiaggia piuttosto mal tenuta, piena di gente e l'acqua non sembrava nemmeno un granché. In generale, in Bulgaria, il consiglio è quello di non recarvi mai in spiagge adiacenti ai resort, a meno che non amiate questo tipo di spiaggia.

Essendo amanti di spiagge più selvagge, abbiamo optato per quella situata tra Kiten e Lozenets, frequentata sopratutto da chi utilizza i campeggi nelle immediate vicinanze. La spiaggia non è attrezzata, ma è grande e poco affollata, l'acqua calma e limpida. Una buona scelta.

Nel pomeriggio abbiamo visitato Beglik Tash, un misterioso e antichissimo santuario, composto da enormi megaliti scolpiti da una tribù tracia.

Giorno 6

Il sesto giorno l'abbiamo dedicato interamente al relax. Abbiamo optato per la spiaggia di Perla, situata nei pressi di Primorsko. Essendo molto affollata abbiamo deciso di sposarci tra l'inizio di quest'ultima e l'ultima lingua di spiaggia cittadina, caratterizzata da dune di sabbia naturali.
A Primorsko abbiamo trovato le acque più pulite e cristalline, assolutamente consigliato!

In serata abbiamo percorso interamente la strada nel bosco proseguendo dopo Perla Beach, fino ad arrivare ad una scalinata che porta ad una piattaforma sul mare, da dove partono le espolarazioni subacque o dov'è semplicemente possibile riflettere o fare delle belle foto in totale tranquillità.

Giorno 7

Giornata dedicata ad Arkutino Beach, la spiaggia più selvaggia che abbiamo trovato.
Il posteggio costa 5 lev per tutto il giorno e vi è una spiaggia attrezzata, ma se camminate fino in fondo, non avrete difficoltà a trovare un posticino tutto per voi, isolati da tutto il resto!

La spiaggia dovrebbe essere più curata, la presenza di rifiuti portati dal mare è una vera desolazione e questo è sicuramente un lato negativo.
In generale, questo punto potrebbe essere migliorato in tutte le spiagge in cui siamo stati ed ovviamente sta a noi e alla nostra coscienza il compito ed il buon senso di preservare l'ambiente che ci circonda! A casa ed ovunque andiamo!

Nonostante ciò in questa zona, se sarete fortunati come lo siamo stati noi, potrete vedere i delfini!

Giorno 8

Sulla via del ritorno per Sofia, una tappa imperdibile è sicuramente Plovdiv, nominata ''Capitale europea della cultura per il 2019''.

Per le vie ciottolate di Plovdiv si respira un'atmosfera molto molto particolare, diversa da tutte quelle provate negli altri luoghi bulgari.
È una cittadina universitaria dall'animo artistico, ogni angolino ha in serbo una sorpresa speciale per gli occhi di chi la visita.
Plovdiv vanta un folto programma culturale in ogni mese dell'anno!

Questa città bulgara è stata costruita su 7 colli ma è molto più antica di Roma. Infatti Plovdiv è stata edificata intorno al 6.000 a.C., ed è quindi una delle città più antiche d’Europa, nonché storica capitale della Tracia.
Oggi, è un'importante sito archeologico a cielo aperto.

I resti romani come il Foro Romano, il Teatro Romano e l'Ippodromo, sono solo alcune della attrazioni imperdibili di Plovdiv.

Anche solo passeggiare per il suo centro storico curatissimo e le sue viuzze contornate da case tutte colorate in stile rinascimentale vale la visita. Come già scritto, l'atmosfera artistica che si respira è davvero impagabile.

La Moschea Dzhumaya e i resti dell'antica Tebe sono sicuramente altre due mete imperdibili, ma ciò che mi ha maggiormente colpito è, senza ombra di dubbio, il museo etnografico regionale di Plovdiv.

Il museo è ospitato in un'incantevole e ricco palazzo del 1847, nel tipico stile della rinascenza bulgara, uno dei più belli della città.

Nei suoi due piani, con soffitti lignei intagliati, ospita una ricca collezione etnografica di materiale proveniente dalla regione di Plovdiv.
Bellissime sono le sale dedicate agli antichi mestieri, ai gioielli e ai costumi tradizionali, ma la sezione che mi ha colpito di più è stata quella dedicata ai tradizionali strumenti musicali.

Siamo rimasti nel museo quasi 1 ora e 30 minuti, mi ha letteralmente rapita! Non perdetevelo assolutamente se passate da queste parti, è uno dei musei etnografici più belli che abbia mai visto e vi aiuterà a capire il passato, usi e costumi di questa regione.

Giorno 9

A malincuore prendiamo il volo di ritorno per Bergamo in mattinata, ma con la voglia di tornare presto in Bulgaria per visitare tutto il resto!

Ci piacerebbe tornare in primavera per assistere alla raccolta delle rose nell'omonima valle (lo sapevate che nella Valle delle rose si produce l'85% di olio di rose di tutto il mondo?), ma anche per visitare il Monastero di Rila, la Chiesa di Boyana e le regioni montane vicino a Veliko Tarnovo.
La Bulgaria ha davvero ancora tantissimo da offrirci!

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