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Matera: itinerario Murgia Materana e Sasso Barisano

15 Giugno 2017912

Secondo giorno a Matera: itinerario Sasso Barisano e Murgia Materana

Aldilà della Gravina di Matera (incisione erosiva simile ad un canyon), troviamo il Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano, chiamato anche Parco della Murgia Materana.

Tale area, abitata fin dalla preistoria, conserva ancora stazionamenti risalenti al Paleolitico, come la grotta dei pipistrelli, ed al Neolitico, come i numerosi villaggi trincerati. Molte testimonianze dell'epoca preistorica sono conservate nel Museo archeologico nazionale Domenico Ridola di Matera.

In questa zona potete trovare anche la famosa grotta ''delle due sorelle'', una delle svariate location dell'omonima fiction.

Il giorno precedente, passeggiando per il Sasso Caveoso, non ho potuto non notare un ponticello che sembrerebbe collegare Matera con il Parco della Murgia Materana. Un ponticello che permette di risalire il canyon tramite un sentiero ben visibile ad occhio nudo.
Nonostante questo, non avevo avuto modo di vedere persone percorrerlo, mi è dunque venuto un dubbio sulla sua effettiva apertura e percorribilità.

Mi ero dunque ripromessa di chiederlo ad Anna, la gentilissima proprietaria del nostro B&B, Casa del Sole.
E si sa che a volte nulla accade per caso, e quella mattinata abbiamo avuto proprio una bella sorpresa!
Il destino ha voluto che anche la stessa Anna, insieme all'altrettanto gentilissimo amico Claudio, si stava recando proprio al Parco della Murgia Materana, per fotografare uno splendido campo di gigli.
Claudio ci ha spiegato che il ponte non è più percorribile, il sentiero c'è, ma è scosceso, proprio per questo motivo non è consigliabile attraversare il torrente e risalire il canyon tramite quest'ultimo.
Claudio ed Anna sono stati così disponibili da offrirci un passaggio in auto fino al Parco, dandoci così la possibilità di esaudire un piccolo sogno nel cassetto.

Il Parco della Murgia Materana è raggiungibile in auto seguendo le indicazioni stradali in circa 20 - 30 minuti.
Giunti dall'altra parte del canyon rimarrete a bocca aperta; la vista su Matera è splendida e, sopratutto, imparagonabile a quella visibile da tutti gli altri punti panoramici. Ne vale davvero la pena, anche solo per scattare qualche foto.
Noi non abbiamo percorso l'intero Parco, ma abbiamo avuto la possibilità di visitare qualche chiesa rupestre e diverse grotte, tra cui, appunto, quella delle ''due sorelle'', utilizzata come location per l'omonima fiction.

Sulla strada del ritorno, Claudio ci ha portato al caratteristico mercato locale, dove abbiamo potuto acquistare del pecorino e della salsiccia, prodotti dallo stesso proprietario del negozio.

Grazie ad Anna e Claudio per la splendida mattinata trascorsa insieme, per averci offerto un passaggio in auto e per averci portato a scoprire un piccolo tassello della vita quotidiana dei materani: il mercato locale!
Anna e Claudio sono informatissimi sulla storia della loro città, è stato un piacere ascoltare le loro parole ricche di attenzione ed amore. Entrambi rappresentano appieno la disponibilità, la gentilezza e il calore che caratterizzano la gente del posto! A Matera abbiamo trovato un'accoglienza unica!

Nel pomeriggio ci siamo addentrate nelle stradine che portano in via Domenico Ridola, dove sorge l'omonimo Museo archeologico (di cui vi parlerò in seguito) fino a giungere in Piazza Giovanni Pascoli, dove troverete Palazzo Lanfranchi che ospita il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata (che purtroppo non ho visitato). Proprio in questa piazza è presente uno dei punti panoramici di Matera che più ho adorato: il Belvedere Piazzetta Pascoli. Con una vista meravigliosa sull'intero Sasso Caveoso vi lascerà letteralmente a bocca aperta!

Ripercorrendo via Domenico Ridola siamo passate di fronte alla Chiesa del Purgatorio per poi giungere in Piazza San Francesco dove potrete ammirare la Chiesa di San Francesco d'Assisi.
Abbiamo poi continuato il nostro percorso sino a giungere in Piazza del Sedile per l'acquisto di tipici souvenirs, per poi finalmente addentrarci nel cuore del Sasso Barisano e godere dei suoi magnifici scorci.

Percorrendo via Lombardi giungerete ai Sassi in Miniatura (un'opera impegnativa modellata da un artista locale, Eustachio Rizzi, che dopo 3 anni di paziente lavoro ha saputo riprodurre fedelmente i Sassi di Matera scolpendoli nel tufo).
Poco dopo, svoltate a sinistra su via D'Addozio e percorrete la via sino ad arrivare ad un'altra stradina situata anch'essa a sinistra. Si tratta della via S. Pietro Barisano e dopo qualche metro giungerete all'omonima chiesa, simbolo del Sasso Barisano stesso.
La Chiesa di S. Pietro Barisano è un perfetto esempio della tipica struttura architettonica dei Sassi: ha una facciata costruita in tufo, ma l’interno è quasi completamente scavato. Questa sua caratteristica la rende una la chiesa rupestre più grande dell'intera città di Matera. Direi che la visita è d'obbligo, anche se personalmente credo che le chiese rupestri più affascinanti siano quelle più piccoline e forse, meno conosciute.

Se ne avete la possibilità, fate un salto anche al vicino Convento di Sant'Agostino, vi è annessa una piccola chiesetta rupestre, una delle uniche in cui è possibile scattare fotografie.

Tornando su via San Pietro Barisano, incontrerete la famosa Casa Cava e, percorrendo la stessa via, giungerete sino in Piazza San Giovanni. Noi abbiamo deciso di fermarci proprio qui per fare uno spuntino e approfittarne per assaggiare le buonissime bruschette materane! Una delizia!

Noi le abbiamo provate da Gahvè coffee & drink, un localino che vi consigliamo sicuramente.

Una volta concluso, abbiamo preso via San Biagio sino a giungere in Piazza Vittorio Veneto. Qui potrete ammirare la Chiesa San Domenico e la Chiesa del Santo Spirito, ma, sopratutto, avrete la possibilità di visitare l'interessantissimo Palombaro Lungo.

Si tratta di un profondo pozzo sotterraneo, che fu la maggiore riserva idrica di Matera.
Esso conteneva l'acqua di origine piovana e l'acqua di origine sorgiva. Fino ai primi decenni del secolo scorso il Palombaro ha rappresentato il punto di riferimento fondamentale per l'approvvigionamento dell'acqua per le famiglie che abitavano il Piano.
È possibile accedere al Palombaro soltanto accompagnati dalla guida, che saprà senza ombra di dubbio sorprendervi e appassionarvi con i suoi racconti.
È possibile accedervi circa ogni ora in piccoli gruppi, il costo d'entrata è di 3 euro e vi assicuro che ne vale assolutamente la pena! È uno dei siti di Matera che maggiormente mi è rimasto impresso!

Vicino all'ingresso del Palombaro lungo, vi è un'altro bellissimo punto panoramico: il Belvedere Luigi Guerricchio. Fermatevi per una foto e una vista mozzafiato!

Alla fine del nostro percorso nel cuore del Sasso Barisano, siamo tornate in Piazza San Pietro Caveoso per visitare l'ultima attrazione della giornata: la suggestiva chiesa rupestre Santa Maria de Idris.

La giornata si è conclusa con una deliziosa cenetta al Ristornate Francesca.
Buona notte Matera!

Giorno 3

L'ultimo giorno a Matera si è concluso con una visita non programmata al Museo archeologico nazionale Domenico Ridola.
Si tratta del museo più antico dell'intera Basilicata, che ospita importanti collezioni archeologiche frutto di anni di ricerca e di scavi. Si tratta di numerose testimonianze rinvenute nel territorio della provincia materana e delle Murge. Il Museo è ospitato nei locali del seicentesco convento di Santa Chiara e raccoglie materiali dall'epoca preistorica fino al III secolo a.C.

Purtroppo si tratta di un museo molto poco pubblicizzato e di conseguenza poco visitato.
Io mi sento di consigliarvelo, in quanto vi farete un'idea di quella che è stata l'importante storia dei popoli che hanno abitato la zona materana e non solo.

In conclusione, ma non prima di aver fatto un ultimo salto al Belvedere Piazzetta Pascoli per provare un'ultimo brivido di emozione e salutare come si deve Matera, ci siamo recate alla Raccolta delle Acque del Sasso Caveoso. Il percorso a tappe dura circa 15 - 20 minuti e lo potrete fare in completa autonomia.
L'importanza di questo pozzo sotterraneo è analoga a quella del Palombaro lungo e serviva per soddisfare le necessità degli abitanti del Sasso Caveoso.

La nostra visita si conclude qui, ma ciò che ci ha lasciato Matera non finirà mai e mi riprometto di tornare presto a trovarla.
Matera è una città abitata da gente di buon cuore, l'accoglienza e la disponibilità la fanno da padroni. Sempre.

Matera, come scritto nel precedente articolo, è un colpo al cuore e fa profondamente riflettere su tanti aspetti della nostra storia passata.

È uno di quei luoghi che non possono lasciare indifferenti, uno di quei luoghi che, almeno una volta nella vita, bisogna assolutamente vivere!

A presto Matera!

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